Cefalonia LA SCOMPARSA DI LINO MENEGHEL

Cefalonia  1943    la scomparsa

IN QUESTA IMMAGINE DI REPERTORIO VEDETE BENIAMINO PE( DETTO LINO), CON IN MANO IL PORTA DOCUMENTO IN TERRA DI CEFALONIA

Beniamino PE, che era un mio zio, nei giorni di inizio settembre del 1943, si interruppe l’alleanza politica  strategico militare tra Hitler e Mussolini.

In quel periodo migliaia di militari italiani e tedeschi erano al presidio nel mare ionio sulle isole greche , nei pressi della mitica isola Itaca ,patria di Ulisse,eroe narrato da Omero oltre 2500 anni fa.

immagine di repertorio, qui in quel di Cefalonia, Beniamino Pe in primo piano con in mano i documenti con altri 2 amici.

L’isola di Cefalonia era una delle mete ambite dai 2 dittatori, quasi a volere sfidare il mondo  proprio lì  all’imbocco, dove il mar Ionio va verso il canale di corinto , passaggio  che permette  di raggiunge l’Egeo senza  navigazioni  intorno  al  Peloponesso . Cosi ! Beniamino  Pe   militare di divisione  fanteria  e altri reparti di guardia di finanza , dei carabinieri , e della marina , uniti a battaglioni tedeschi si insediarono  proprio tra gli scenari all’interno della bellissima isola. Questo mio mai conosciuto zio ! era nato come tutta la nostra  stirpe in val palot di Pisogne Brescia  nell’anno 1921, figlio di Domenico detto Menegho e Maria Cecilia  Pe . Era ultimogenito di una nidiata  di ben 18 battesimi; Beniamino era chiamato  in famiglia e da tutti gli abitanti della vallata, Lino, da nipoti che lo hanno conosciuto, o da chi come me ne hanno solo sentito parlare, lo ricorda come, lo zio Lino, morto disperso nell’isola di Cefalonia (Grecia). Lo zio  non era l’unico valliggiano presente nella divisione  guidata dal generale Antonio Gandin ,ma nella compagnia erano presenti anche il cugino Primo Pe detto Pipì figlio di Giovan Maria ( detto Barbel ) e Teresa Felappi, mentre   Giuseppe Felappi. Era Figlio di Pietro detto Pierino(parpaì) e Margherita Pe (dei detti santine) Primo  Pe  dei tre  valligiani della compagnia  a mia conoscenza, è l’unico superstite. E grazie ai suoi racconti posso scrivere questo piccolo racconto , di storia vissuta.

qui giuseppe Felappi con un amico

Beniamino Pe, detto Lino, e nella foto accanto, vedete da sinistra, Primo Pe, detto PiPì, in compagnia di Lino presenti alla ricorrenza di Darfo del 17 gennaio giorno di S. Antonio Abate protettore degli animali da stalla, mentre i 2 commilitoni col cappello da alpino, uno ‘ Giuseppe Felappi anche lui disperso con Lino nell’isola di Cefalonia

qui Oiuseppe felapp icol cappello, poi il babbo Pietro detto perino parpaì, e mamma Margherita Pe dei detti santine

IMMAGINE immagine di repertorio la signora anziana e mia nonna mamma di Beniamino, e il signore col cappello è Giovan Maria Pe babbo di PRIMO e fratello dell’appunto mia nonna coetanei, amici  di Lino giuseppe e primo

questo che vedete è leone felappi fratello di giuseppe ,qui al taglio del fieno in prevedecolo di palot nella casa natia

amici coetanei

Ecco il racconto di Primo Pe detto PiPì Noi eravamo umili contadini di montagna abituati  alla lavorazione del  fieno, mungere  le mucche, tagliare la legna; il nostro divertimento ,era salire in groppa ad un asino, un cavallo avellinese ,ad un mulo, giocare a briscola nelle  sere d’inverno,o guardare i più grandi al gioco della mora,per noi non esisteva la guerra,eravamo abituati a fare amicizia con i ragazzi che man mano negli anni venivano  nei nostri umili casolari a trascorrere l’estate,eravamo fieri di queste conoscenze ,ci portavano  le  loro ricchezze interiori raccolte tra i viali della città, l’amicizia era cosa sacra. (Lino era ingenuo ancora più di me ,anche la sua mamma mia zia lo diceva ! !!! Noi coetanei  nati  tra  1918 –25 ci sentivamo forti imbattibili ci amavamo alla follia nessuno poteva toccare nessuno. Il Lino era anche andato alle basse con Stefano tuo papà e  l’altro fratello  Domenico (menec al monta)a fare i mungitori in una stalla come  salariato in quel di Urago d’oglio;,ma la sua vita era qua tra questi colli che io ancora guardo con infinita melanconia , e che mi fa sentire felice di essere per un segno del destino ancora qua!  Io sono un miracolato!!!!!  Il Giuseppe e il Lino erano con me ..! ci eravamo visti   tra i colli mentre stavamo fuggendo, i militari nazzisti  ci avevano disarmato dicendoci! ..scappate per che abbiamo l’ordine di uccidervi , erano queste le parole che ci suonavano nella mente nell’anima; eravamo terrorizzati correvamo senza una meta,io li invitai a seguirci ,sai! io ho sempre pensato di essere più astuto di loro, pensavo che ci potevamo salvare,non fui abbastanza convincente ,andarono con degli altri che  li avevano portati fino li ,speravano di riuscire ad imbarcarci, .io volevo seguire un itinerario che un  comandante mi aveva consigliato. Ci lasciammo… da allora non ci siamo più visti, era il 23 di settembre del 1943. Il  viaggio verso la salvezza del mio gruppo che era ormai formato da soltanto una ventina di giovanotti fu solo casuale ,vagabondammo terrorizzati , tutti noi italiani eravamo ormai disarmati, in quei giorni mi nutri con acqua e poco altro trascorsero 2 giorni infernali,mi addormentavo sfinito ,solo la fede non mi abbandonava !!!pensavo ai miei cari, alla mia dimora …..

il chigarlesso visto del dosso del tosol

immagine di repertorio l'eccidio di cefalonia

icasolare chigarlesso casa natia di primo pe

fin che una mattina ,  dopo una notte dove avevamo trovato riparo in un cascinale diroccato , dormimmo un poco più del dovuto,i ragazzi che stavano di sentinella udirono lo strido di un gruppo di militari tedeschi , che urlavano in tedesco italianizzato!!!! (uscite che vi accompagneremo all’imbarcazione), li per li quello che era il nostro  graduato ma ormai solo capo gruppo, e che, ci aveva portato fino  a quel momento, decise di farci uscire e noi ubbidimmo!! lui davanti e noi dietro, con le mani sulla testa ; come , fummo usciti  tutti in fila indiana per 2 ci spararono addosso una sventagliata di mitragliatrice!!!!! vidi il nostro  capogruppo cadere, anche io caddi ma non venni colpito  ero il  settimo, caddi perché tutti cademmo, finsi di essere morto. Li vidi passare velocemente con gli scarponi sui nostri corpi… non so spiegarti ma in 4  ci salvammo!!!!! Il terrore mi porto dopo qualche momento ad alzare la testa, nel  silenzio poi mi alzai di scatto e scappai fui poi aiutato da una famiglia cefalonese,

qui primo con il cognato giuseppe Fettolini detto guardiaboschi, e potete notare sullo sfondo la casa della sua adolescenza e dove trascorse 3 anni nascosto ma a casa sua

immagine di repertorio imbarcazione di salvataggio a Cefalonia1943

che in seguito mi aiutarono ad arrivare  dove c’era un’imbarcazione che di li a poco mi portò prima in Grecia e poi salpammo il mare e arrivammo a Bari ,e subito poi feci ritorno proprio qua , dove adesso ti sto a raccontare. Ormai mentre sto scrivendo questa triste storia di vita vissuta , anche Primo se ne andato, dei tre ragazzi che con    lui  erano sopravvissuti  non ebbe più notizia !!!! Rimangono queste testimonianze a ricordo di quanti nostri famigliari  compaesani   compatrioti che hanno  perso la  vita,nella  pienezza  del cammino per questi assurdi e per alcuni versi anche misteriosi casi politici dove per oddio o pazzia si possa togliere ai loro cari un pezzo di vita  . In questo semplice racconto ho voluti rievocare una tra quante storie di eccidi di massa ci sono state  ,Beniamino , Giuseppe  ,non volevano la guerra ,nemmeno  il potere ,le loro virtù  erano  per lassù tra prati, fra boschi;  la storia ha ormai fatto il suo corso  , questa isola è  meta di vacanze  in molti vanno a visitare il monumento alla memoria,  ci sono immagini di molti nostri compatrioti ,molti erano figli di genitori che avevano lottato sulle Alpi, sui confini, furono chiamati i ragazzi gloriosi del 1915 -18  molti erano tornati dal fronte  si erano fatti una famiglia ed erano i padri di questi ragazzi , che  un’altra guerra  con altri dolori atroci  procura, Questi ragazzi     sapevano   sudare le famose sette camicie per un pezzo di pane stantio o un pezzo di polenta fredda,non sapevano nulla degli imperi social capitalista o imperialista, migliaia e migliaia in quelle fosse   uccisi a tradimento . e come diceva il PiPì (non sapevamo nemmeno per che eravamo arrivati in quell’isola!  Io sono ritornato a casa, e qua ho vissuto nascosto in quella buca dove per ben tre anni ho trascorso le notti, e  qua dove ti sto a raccontare avevo la mia mamma di sentinella che  mi mandava ad avvisare se arrivavano sconosciuti o squadre in cerca di disertori, per che io!!!,ero diventato un disertore  e per restare qui dovevo prendere   il sentiero del bosco,  simile a quello dei colli di Cefalonia  ma  se chiudo gli occhi, o il buio avvolge i monti le mie scarpe camminano da sole e  mi portano allora come ora sempre  verso   casa mia… )   Primo quando gli parlai di   Ulisse…  fece un sorriso ,e come  molti di quei  cinquemila ,o come si racconta quasi diecimila ragazzi avranno confuso Itaca con Italia  . di quell’eccidio di massa hanno dato la medaglia al valore ad Antonio  Gandin  ,e assolto l’ufficiale che ha ordinato l’eccidio, Questo è quello che è rimasto, Di  Beniamino e di Giuseppe, DI QUE GIOVANI RAGAZZI solo qualche flebile ricordo tra qualche parente ormai  ultra ottantenne. Giuseppe fu rivisto in un campo di prigionia proprio da quelle parti da un certo Ducoli  che anche lui si trovava in quel campo di concentramento  dichiarando  che probabilmente

emilia sorella di giuseppe felappi con il marito Ducoli

Giuseppe  era morto  di  sete e di fame.    Questo Ducoli  fu poi un alpinista e sposò proprio la sorella di   Giuseppe  la signora Emilia che  ricordo con affetto .Dello zio lino,o , Beniamino altro di quello raccontato nulla …il silenzio racchiuso nel mistero… Io insieme a questo umile scritto , posto su queste pagine alcuni frammenti fotografici raccolti   tra i miei archivi o con immagini di repertorio  raccolte da miei conoscenti   amanti di questa isola . sono reperti che erano dentro i documenti trovati nelle tasche dei nostri compatrioti trucidati in terra di Cefalonia.
diFulvio PE

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