In queste immagini ci sono aneddoti e tradizioni antiche, che sembrano appartenere ad un mondo lontano, lontano da noi…ma vicino alle nostre radici.


 

In questa foto del 1915 rinvenuta in un vecchio casolare ormai finito in rovina, ma dove viveva una famiglia di cognome  Pe”

Riviviamo uno dei momenti significativi di quegli anni.      Questo è l’arrivo dopo una lunga camminata di un nostro contadino Pe “abitatore di montagna al suo arrivo in paese nei tradizionali giorni di mercato, ma come potete vedere non si faceva accompagnare dal cane,ma dalla capra!

Utile  sia per uno scambio commerciale ma anche in caso di bisogno, per alimentare i propri figli lungo il viaggio. Mungere la capra, e  con il latte ,utilizzando una scodella di legno che tenevano nello zaino,e con del pane duro portato da casa ,o della polenta abbrustolita lungo il tragitto,e appunto soddisfare il bisogno, ma anche il piacere dei loro bambini e non solo.

Insomma..una festa

Sopra la panca la capra canta…….. Sotto la panca la capra crepa……per loro era vita.

Questa sotto immagine che vedete , si trova dentro lo scenario che dal  Guglielmo  arriva al Muffetto,  tutti di fronte ad una delle baite  più note ai nostri antenati Pe ,  e di un gruppo di mandriani malghesi in compagnia di amici e parenti che quel giorno e per l’occasione erano saliti  a far loro visita.

Tutti in posa, mentre  insieme intorno all’ antico pariolo consumano il tradizionale “minis”cioè,

pariolo appena svuotato dalla cotta polenta,gli viene messo il latte della mungitura ultima effettuata, e con il sapore delle croste della polenta e addolcito o salato a secondo dei gusti  e  mettendo calde fette di polenta  viene degustato.

 

 

questo piatto prelibato che per secoli molta gente ha saziato…….

 

 

Questa immagine è poco simile  a quelle che ai giorni nostri ne siamo immersi,oggi tutto è in rapidissima obsolescenza,il rincorrersi dei messaggi e degli stimoli iconici aggredisce gli occhi e la mente in maniera spesso intollerabile.

Oggi chi fa raccolta di cartoline!?, gli amici anno quasi paura a mandarle,qualcuno quando le riceve pensa ad una ostentazione di chi la mandata, pensando che volesse fare vedere e sapere ,che mentre tu sei alle prese con mille problemi di ogni genere, lui si trova agli antipodi, a godersi sprazzi di vero piacere. Invece di essere fiero, che questa persona anche lontana ,e in un piacevole sprazzo di giusta tranquillità,o in un momento felice come può essere un viaggio, pensa a noi.

In queste sopra  messa in posa cosa si vede sui volti immortali?,la purezza!………. Oggi immersi come siamo nel villaggio globale”di  marshall  mc  luhan,dove tutti sanno tutto,e visto tutto.         Io piccino di montagna

quando arrivava il postino,

già da lontano notavo

l’immagine di una cartolina; anche se era solo l’immagine della  residenza abituale ,di una vecchia zia,o a meta di una scampagnata di parenti prossimi, mantenendo per me quell’indefinito e indefinibile impatto che in altri tempi poteva venire da un messaggio dentro una bottiglia. Anche la veduta panoramica di un’anonima croce su un monte sperduto e a pochi conosciuto,era uno squarcio visivo sul mondo,una finestra che si apriva nella chiusa parete circolare ,permettendo agli occhi di donare all’essere ,di poter sognare. E un sentimento complesso, profondo, quello che mi fa proporre in questa pagina queste antiche ,smonte ,,magari ad alcuni senza storia ,fotografie che oggi,si fatica a dare un valore,un significato,sembra riesumare un mondo sepolto insieme a quei racconti che ci raccontavano i nonni a qualcuno i bisnonni, la fatica la fame la voglia di crescere, senza sapere come,e ancora gli ideali di fede cristiana,che tante volte si contrappongo con le esigenze della quotidianità del nostro progresso dove io mi specchio a piene mani senza però, mai lasciarmi sopraffare. Ecco perché questo cercare, in questa nostra storia ;la ricerca di immagini perdute, o è forse più facile dire, nascoste nei cassetti e forse da tanti anni mai più toccate e molte volte nemmeno  guardate,ma poi sollecitati si scopre che in quei cassetti ,in un istante guardando qui piccoli rettangoli di carta in bianco e nero, si scopre l’amore nell’incontrarsi nel sentirsi vicini il più possibile, nel fraternizzare, ricordandosi anche nell’accomunarsi nel comune cognome,ridendo di un semplice detto antico raccontato, o il piacere di ritrovarsi sulla panca di un mercato, o all’ uscita di messa in una festa di cadenza annuale.

In  questo viaggio a ritroso è un poco come rivisitare  con queste immagini dopo pochi o tanti  anni che siano, ma che costituiscono pur sempre un abisso temporale, i luoghi della nostra infanzia, e ritrovarli,come appunto succede,impiccioliti,immiseriti nel confronto con l’immagine della memoria. Ho letto negli scritti di qualcuno,che in queste vecchie ,chiamerei cartoline,c’è una sorta di ferialità.

camminare lungo sentiri in un percorso dove spirito e materia si assemblano…eccomi con questo giaccone in compagnia dei  cuginetti Gian luca  Danesi ,Emanuele e Alberto Pe,E POI un giovane studente   Irlandese che stava preparando la tesi di laurea in geologia .analizzando la roccia depositata dentro i crinali delle nostre prealpi .qui siamo nella val fredda in prossimità del lago della vacc sul sentiero n 1 dell’alta via dell’adamello anno 1983

I visi , i gesti, gli alberi, la neve ,i tetti, i sassi, un cavallo, un secchio, una fontana che raccoglie l’acqua di un canale che scende eterna quasi come nell’etterna pace Dantesca.

In questo messaggio da me inciso dentro questo scritto,ho usato parole semplici e anche termini multimediali,dove a volte è stato un gioco,dove rievocare il passato ed usandolo ad icona del mio essere,spintoe testardo come sono,dento  a pubblicare questi cimeli che sono,

immagini  e confidenze…..

dentro..    la nostra…             storia…..