La vita di Beniamino Pe

Biografia di Beniamino Pe



Era nato il 16 ottobre 1952, ,figlio di cugini di primo grado, Antonio detto Tone’ Meneghel dei Galey, e Rosa DomenicaPe, detta Meneghò Barbelò-dè.. lah.. margiulì.. . In lui, i coniugi riportarono il nome dell’ultimo nato tra i fratelli  di Antonio, ed era rimasto disperso nel 1945 durante la seconda guerra mondiale.

questo che vedete è Beniamino Pe detto LINO disperso durante l'occupazione dell'isola di corfù ucciso dagli alleati tedeschi ,e la sua salma non fu mai ritrovata ,e il fratello Antonio con il figlio Beniamino ne ricordarono con il nome. fratello del padre Antonio disperso in guerra

Questo che vedete è il nosto Beniamino al servizio di leva , che i genitori ne anno ricordato col nome il frate

Beniamino rimase orfano di padre quando aveva 11 mesi;), Beniamino come suo padre, non abbandonò mai la casa natia; visse, nella dimora dove nonno Maneghò, diede origine alla nostra stirpe ;la stirpe dei Meneghei.

immagine del giovanissimo Antonio babbo di Beniamino con in braccio una delle sue figlie

Il padre venne colto da un infarto, mentre era in cammino sul sentiero del ritorno da Fraine verso val palot ,dove si era recato per la massa domenicale ; Antonio aveva 42 anni.


immagine di Rosa Domenica e Antonio  genitori di Beniamino

immagine di Rosa Domenica e Antonio genitori di Beniamino

immagine di repertori questa è la nonna materna di beniamino Petronilla Avogadri provveniente da Ponte nozza in val seriana

Fu così che la vedova Rosa Domenica si trovò a dover allevare Beniamino ancora in fasce e ad altri 3 figli ,di cui ,Itala 11 anni ,Clara 6, e Gennaro poco più di 3.

Ho di lui lontani ricordi indelebili! Beniamino fu uno dei primissimi miei compagni di giochi infantili,. In oltre! Di quei profondissimi riflessi fanciulleschi( …il giorno dei sacramenti della comunione, e nello stesso giorno anche quelli cresimali ; pensate… ancora non aveva iniziato le elementari… correva l’anno 1958.

Beniamino nel giorno della comunione e cresima

Era consuetudine del vescovo impartire le cresime nella parrocchia San Lorenzo di Fraine, ogni 4 anni. Al mattino presto la comunione e poi arrivato il vescovo via via tutti cresimati. Non ricordo di essere stato presente in quel giorno ,ma del suo abbigliamento si!Arrivo su al Galey raggiante e fiero con pantaloncini corti e giacchetta chiara.

Beniamino fu anche il mio compagno di viaggio sull’itinerario che da casa Galey dove entrambi abitavamo scendemmo lungo il sentiero che ci portava giù alla scuola, dove io venni sistemato nel primo banco in compagnia di un mio coetaneo ,unico della mia stessa classe alla prima elementare, mentre lui con altri che si accingevano alla terza elementare venne sistemato nella quarta fila ,vicino alla porta della seconda sezione, intesa come seconda aula, che comprendeva quarta e quinta elementare. Beniamino! Era un bambino intelligente, di totale dedizione ad apprendere, seguendo con impegno e profitto le lezioni durante l’anno scolastico ,rendendosi per me, che mi accingevo al primo anno , un esempio.

Beniamino fin dalla tenera età di 7 anni si adoperava nel rendersi utile alla famiglia.

eccolo da fanciullo già al taglio del fieno nel 1963 su nella costa tosol

Correvano gli anni 1958 ,59 erano i tempi in cui le famiglie dei fratelli soci contadini mandriani ,rimasti su con la loro mamma compreso la famiglia del defunto babbo di Beniamino, dopo che nell’anno 1955 persero la loro mamma Maria cecilia ,cosi nel proseguo, decisero che era il momento di dividere le proprietà, e seguire ognuno la propria strada .

Nel loro percorso di piccoli orfani di padre; il cammino fu  pieno di molteplici sofferenze.

Facendo ricorso dentro la mia mia memoria limpida di fanciullo, vorrei raccontare una delle vicissitudini che crearono ulteriori disagi nella vita fanciulla di Beniamino! (Era settembre dell’anno 1960 nella valle! Il celo si era oscurato oltre l’ora … erano verso le 19 ;in pochi istanti o meglio qualche minuto ,scoppiò un temporale, una tormenta di vento, acqua mista a tempesta ; con mio padre ci trovavamo sotto il portico adiacente la nostra dimore, si udiva, si vedeva e sentiva lo scricchiolio di coppi muoversi , grondava acqua, da molte parti sotto il porticato, la mia matrigna scese la scala che della camera da letto portava nel silter e poi nella cucina,  in braccio aveva la mia sorellina Nadia che vista, l’ora l’aveva portata a dormire.

Nel mentre entravamo nella stalla unica via di rifugio per mio padre, in quegli istanti sentimmo urla di disperazione uscire dalla abitazione di zia Menegha!Era lei che tentava di aprire l’uscio della sua casa, vedemmo acqua uscire dalla finestra della dimora ; mio padre aprì spingendo forte la la porta all’indietro,   zia Menogha con Gennaro e Beniamino uscirono di scatto, insieme guardammo impotenti e lacrimanti tutto quel materiale uscire dalla porta… ero un bambino non mi resi realmente conto del dramma, poi mio babbo mi porto a letto con la mia sorellina .

Il mattino seguente mi sveglia il sole splendeva ,scesi dalla stanza da letto fino ad arrivare di fronte alla parte adiacente la porta che la sera prima era stata teatro del dramma sventato, li mi accorsi che si era formata lungo la scarpata una grande  profonda buca, una  rovina scavata da quell’acqua della prima sera ,e poi nella notte a mia insaputa ,mentre stavo nel sonno; il canale Galey, che scende laterale sul fianco il cascinale e dentro la proprietà ,recando danni alla loro dimora ma anche un notevole dissesto geofisico su molti prati lungo il torrente Togni ,in quella triste occasione vennero in oltre alluvionati e disastrate tante altre proprietà lungo i torrenti che formano  la Val palot.

questa immagine di repertorio vedete 3 giovinetti gennaro beniamino in compagnia dell'amico Mario felappi ,inquesto che vedete è il postoesatto dove venne alluvionata la casa .

Non so dire se fu il motivo ? Ma negli anni a venire del 1961 e poi definitivamente nel 1963 mio padre decise di abbandonare l’attività di montanaro, e accasarsi verso le basse; l’estate però, era per me un piacevole ritorno, passare l’estate in loro compagnia .

Beniamino era un giovinetto serio dotato di buona autostima, diligente forse fin troppo ai servigi dettati dalla mamma;

intorno ai 20 anni, dopo il servizio di leva, per continuare ad inseguire il sogno della sua adolescenza; il desiderio di imitare i nostri avi, cioè riuscire a possedere un buon numero di capi di bestiame.

Per la mamma di Beniamino i figli diventarono fondamentali per i lavori quotidiani coltivando e custodendo il poco bestiame a lei lasciatogli nella divisione dei loro umili averi; la famiglia di Beniamino oltre alla mezza porzione del cascinale Galey ,gli rimasero 2 mucche da latte e 2 manze, e così, mentre le figlie Itala e Clara grandicelle cominciarono ad allontanarsi saltuariamente da casa adattandosi ad umili lavori, Itala prima ai trapianti nelle risaie delle pianure, e dopo anche Clara a servizio e man mano in altre occupazioni .


Cosi…! Beniamino… con il fratello più grandicello Gennaro, iniziarono il duro ma passionale lavoro del contadino villico di montagna, inseguendo il sogno di diventare mandriani e di possedere un cospicuo numero di capi di bestiame.

In quegli anni del 1961 e poi nel 62 mio padre decise di abbandonare l’attività di montanaro, e accasarsi verso le basse; l’estate però, era per me un piacevole ritorno, passare l’estate in loro compagnia .

beniamino amava la terra natie ,quì nel prato della casa galey alla raccolta del fieno nel 1978

Questa che vedete è una immagine di un gruppodi giovanissime lavoranti ,fra i cuali italla che è la prima in alto aguardando a sinistra ,poi altre cugine tra le quali Marisa pe e altre cugine e parenti ben riconoscibili...

Beniamino era un giovinetto serio dotato di buona autostima, diligente forse fin troppo ai servigi dettati dalla mamma;

beniamino con la mamma meneghò e la moglie del cugino paterno Battista Felappi di Grignaghe

questo è il giorno del matrimonio della sorella Clara, accompagnata dal fratello Gennaro, potrete notare molti nostri cari zii e cugini al suo seguito... immagine di straordinaria suggestione

questa immagine rappresenta l'amore tra gli abitanti della val palot vedete la 600 e tante riconoscibili persone che anno animato la nostra valle tutti amici di Beniamino

Intorno ai 20 anni, dopo il servizio di leva, per continuare ad inseguire il sogno della sua adolescenza; il desiderio di imitare i nostri avi, cioè riuscire a possedere un buon numero di capi di bestiame. Per questo, Beniamino si adatto in un doppio lavori, quello di operaio in una fonderia frainese, e nel contempo collaboratore contadino e malghese in società famigliare con il fratello Gennaro;

Il fratello Gennaro nei giorni della visita militare

le sorelle si erano accasate la mamma cominciò ad ammalarsi ed intorno agli anni 80 Beniamino ed il fratello Gennaro rimasero soli nella loro cascina. Beniamino decise che ormai il doppio lavoro non serviva più, il mandriano ,era ormai la sua vita. In quegli anni mio babbo Stefano legato a loro oltre che da un affetto profondo, ne rispecchiava in Beniamino tutti i suoi piaceri di quella antica passione che legava il suo ‘essere alla radice delle nostre origini di mandriano villico malgaro. Fu così che appena l’inverno se ne andava e l’aria si riscaldava non aspettava altro c poter salire e rimanere in compagnia dei nipoti Gennaro, ma sopratutto Beniamino ;che per il mio papà!Era come

rievocare un passato ancora da vivere.

questo che vedete è il mio papà Stefano presso la malga Bassinale negli anni 1978 tra la mandria dei nostri Beniamino e Gennaro


Beniamino ha seguito tutti i mutamenti contadini; mai domo, attento nello spreco quotidiano ; incline al risparmio ma sempre all’onor del mondo, aveva costruito il suo piccolo caseificio dove io e tanti altri cugini ed amici eravamo oltre che clienti appassionati amanti di trascorrere in sua compagnia momenti indimenticabili . Beniamino ed io avevamo un rapporto che mi lasciava anche piccoli ma profondi segreti che mi porta nel mio essere ; sapeva essere amico bastava un accenno ed era pronto a collaborare senza un grazie ; negli ultimi tempi nascondeva un nervosismo che trapelava nello sguardo e tra le righe del suo parlare .

questa che vedete è un immagine dove si vedono i cari amici di Beniamino che come tantissime altre volte anno passato giornate felici in sua compagnia ... ed io la porterò sempre dentro di me..

Sapeva gustare delle piccole gioie della vita, ,sapeva amare alla luce dei quasi sessanta anni .Si… quasi… si per che forse la sera o la notte fra il 28 e il 29 dicembre2011 si è fermato il suo orologio.. fatto di sudore, di cose semplici, di passi sempre uguali, di testarda volontà di non mollare mai,nemmeno quando senti il fiato mancare il dolore trafiggere i sensi ,il volere ad ogni costo pensare che infondo questi scenari che ti abbiano adottato come tu fosti una roccia che da anni è li ad aspettare che qualcuno si appoggi ..una mano sfiori la tua durezza …

l'amore ... la vita... tra i Pe sempre nella casa della nostra stirpe ..su al galey



Ho usato questa metafora per che ora tu sarai dentro di noi.. dentro i cari ricordi che ti collocano tra le fierezze portate nell’anima di quelli che ti hanno conosciuto e anche amato… ciao caro Beniamino ti porto nel cuore….Fulvio

in questa immagine di repertorio Ulivo Pe nostro amato cugino sempre presente legato a beniamino ..contraddistingueva ogni estate degli ultimi anni la lora camminata .. verso Val gabbia





eccoli i nostri amati cugini mentre portano fieno




questo era il risultato di tanto amore per la terra


questo è gennaro in compagnia durante la stagione malgara nellaa malga stalletti presso monte guglielmo



qui in prevedecolo nell'ultimo autunno al ritono della stagione malgara





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